L’olio, una tradizione di famiglia

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Antonio Gavino Fois, il fondatore

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Maria Antonietta e Giovanni Sechi

È una storia che attraversa tre secoli, quella della famiglia Fois. Una tradizione che nasce alla fine del 1800 dall’amore di Lucia Cadeddu e Antonio Gavino Fois, un amore che, oltre ad essere unito dal rispetto e dalla delicatezza di allora, è sostenuto dal valore della terra, della campagna. Antonio Gavino e Lucia vivono e su due terreni confinanti, a Vessus ed Evangelez, una delle zone più belle della campagna algherese. Scambiandosi le fedi uniscono anche le terre e iniziano a coltivare il loro sogno, semplice quanto vero, fatto di tanto lavoro per migliorare sempre più i grandi oliveti e garantire così un futuro sicuro ai cinque figli che nel frattempo erano nati, Giovanni, Peppa, Efisio, Michele e Salvatore.
Ma nel 1913, a soli 43 anni, Antonio Gavino muore. Negli ultimi anni lavorava assieme al fratello, Giuseppe, e come succedeva in quei tempi nelle famiglie solide e unite, il fratello Giuseppe curò l’azienda di famiglia, aspettando che crescesse Salvatore, il più piccolo dei figli, che alla morte del padre aveva soli tre anni. Perchè Salvatore? C’erano anche altri due maschi che però avevano preferito gestirsi la propria tenuta senza portare avanti l’attività d’impresa, di produzione e commercializzazione dell’olio. Non dimentichiamo che allora non si poteva vivere di solo olio, ma la produzione dell’olio era affiancata anche una costante attività di pastorizia, certamente più redditizia e sicura. Ma Salvatore… aveva l’olio nel sangue. Giovanissimo acquista un grande oliveto a Poglina: è il segno inequivocabile della sua determinazione a voler fare e vendere olio. In piena seconda guerra mondiale sposa Giovannina Sechi, e come il padre sarà anche per Salvatore un amore fortificato dal legame con la terra. Anche Giovannina possiede un grande oliveto, a Calabona, vicino al mare, e porta in dote cinque tanche, di cui due olivetate. Nel dopoguerra inizia subito l’attività commerciale. Salvatore Fois per diversi anni ha preso in affitto il frantoio Duprè-Ciriolo, vicino al lungomare Dante e altri oliveti. Il suo olio è stato venduto in tutta la Sardegna e in Liguria. È stato l’unico, ad Alghero, per tanti anni a commercializzare l’olio di Alghero a Cagliari, dove per lungo tempo , dall’immediato Dopoguerra, ha avuto anche un negozio per lo spaccio.

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Giovannina e Salvatore Fois

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In partenza da Alghero per vendere l’olio a Cagliari

Sono stati anni di intenso lavoro per Salvatore Fois, ma vissuti con grande serenità e con la determinazione di creare una vera azienda dell’olio. La condizione fondamentale per realizzare questo obbiettivo, che è stato anche il suo sogno di uomo e padre di famiglia, era avere un frantoio proprio, in modo tale da possedere il ciclo completo della produzione dell’olio. Alla fine degli anni ’50 Salvatore Fois prende in affitto il frantoio di Salvator Angelo Sechi, vicino alle carceri. Una costruzione realizzata prima della guerra da Umberto Tedde che gestiva l’appalto della nettezza urbana e là, in quella che allora era periferia, aveva realizzato il deposito e, poco distante, la sua casa, impiantando un piccolo frantoio a trazione animale, con il cavallo che faceva girare la macina. Nel dopoguerra era stato venduto a Salvator Angelo Sechi che, nel 1951, ristrutturò il frantoio e nel 1960 lo ammodernò con la pressa.
Quando Salvatore Fois prende in affitto il frantoio di Sechi ha già in mente di acquistarlo, o almeno lo spera. E la sua tenacia viene premiata nel 1967 quando, per tre milioni e ottocentomila lire acquista il frantoio di Sechi. Sarà la “scuola” del figlio, Antonio Gavino Fois, che oggi porta avanti l’Antica Compagnia Olearia Sarda. Antonio Gavino resterà nel vecchio frantoio sino al 2000, quando sarà realizzato l’attuale frantoio.
Per tanti anni il “giovane Fois” ha lavorato nel frantoio acquistato dal padre con un sistema tradizionale a pressa, con diaframma in fibra vegetale, in cocco per la precisione, e la macina a pressa, sostituita dall’estrazione a gocciolamento solo nel 1982.

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La prima macchina scuotitrice dell’area di Alghero

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L’inaugurazione del nuovo frantoio

Ma un passaggio importante era già avvenuto nel 1975, quando i Fois avevano acquistato le prime macchine scuotitrici, eliminando la raccolta a mano delle olive, una ad una. Questo ha permesso ai Fois di espandere l’attività e aumentare anche l’estensione dei terreni in conduzione, molti dei quali oggi arrivati a contratti trentennali.
Il nuovo frantoio, inaugurato nel maggio del 2000, aveva al suo interno le vecchie attrezzature, che è rimasto in funzione per cinque anni, tempo necessario per rivedere tutto il ciclo della molitura, dallo stoccaggio delle olive al magazzino, dalla climatizzazione alla movimentazione. Uno studio certosino che nel 2004 ha portato all’acquisto e all’installazione del nuovo impianto, moderno e affidabile, con il controllo della temperatura e l’estrazione dell’olio a freddo, con poca acqua e quindi minor impatto ambientale, un processo all’avanguardia gestito in maniera computerizzata che, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, esalta e migliora il prodotto. Una lunga strada quella della famiglia Fois, un amore veramente profondo per la terra e per l’olio, tre generazioni che hanno portato avanti una passione che vale la vita.